Politiche Agricole – Obiettivi e Normativa

(…)

trasformazione e commercializzazione dei prodotti nonché le infrastrutture per l’irrigazione al fine di sviluppare la competitività delle imprese agricole ed agroalimentari, soddisfacendo la domanda dei mercati ed assicurando la qualità dei prodotti, la tutela dei consumatori e dell’ambiente;

(…) 

garantire un costante miglioramento della qualità, valorizzare le peculiarità dei prodotti e il rapporto fra prodotti e territorio, assicurare una adeguata informazione al consumatore e tutelare le tradizioni alimentari e la presenza nei mercati internazionali, con particolare riferimento alle produzioni tipiche, biologiche e di qualità;

(…)

favorire la cura e la manutenzione dell’ambiente rurale, anche attraverso la valorizzazione della piccola agricoltura per autoconsumo o per attività di agriturismo e di turismo rurale;

(…)

disciplina relativa alla vendita diretta dei prodotti agricoli, quale attività in grado di contemperare, nel pieno rispetto degli obiettivi posti, la riscoperta di un forte radicamento sul territorio e il conseguente sviluppo delle risorse locali, con la  necessità di non relegare l’attività agricola alla mera attività di produzione, integrando lo sfruttamento del ciclo biologico con l’esercizio delle attività connesse di valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
Del resto, l’attività di vendita diretta da parte dei produttori rappresenta una delle principali modalità di attuazione della cd. “filiera corta”; in tale prospettiva, quindi, essa si configura come una strategia alternativa alla cd. “filiera lunga” nella quale, di contro, la distanza tra produttori e consumatori finali tende a complicarsi a causa dell’elevato numero di soggetti intermediari

(…)

1. Attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla:
• manipolazione;
• conservazione;
• trasformazione;
• commercializzazione;
• valorizzazione,
che abbiano oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo;
2. Attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.

(…)

all’art. 4 del D.Lgs. n. 228/2001, i soggetti di cui all’art. 2135 del Cod. Civ., singoli od associati, iscritti nel registro delle imprese, possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto il territorio della Repubblica, i prodotti provenienti in misura
prevalente dalle rispettive aziende, una volta osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità. (…) Con riferimento alle modalità di concreto svolgimento della vendita diretta, è stabilito che questa possa avvenire:
– in forma itinerante, ossia con mezzi mobili o con banchi di vendita trasportabili non ancorati a terra;
– in forma non itinerante.
Nella prima ipotesi, la vendita diretta dei prodotti agricoli è soggetta a previa comunicazione al Comune del luogo ove ha sede l’azienda di produzione e può essere effettuata decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Questo adempimento non è, invece, considerato necessario per la vendita al dettaglio esercitata su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori abbiano la disponibilità.
Se richiesta, la comunicazione deve obbligatoriamente contenere:
– le indicazioni delle generalità del richiedente;
– l’iscrizione al Registro delle imprese presso la Camera di Commercio;

– gli estremi di ubicazione dell’azienda;
– la specificazione dei prodotti di cui si intende praticare la vendita
– le modalità con le quali si intende effettuarla.

(…)

È prevista, inoltre, la possibilità di vendere anche prodotti di terzi, non provenienti dalla azienda agricola, purché l’ammontare dei ricavi derivanti da tale attività non superi, nell’anno solare precedente, dei precisi limiti quantitativi che la L. 27 dicembre 2006, n. 296 (in vigore dal 1° gennaio 2007) ha individuato in 160.000 Euro, per l’imprenditore agricolo individuale ovvero in 4 milioni di Euro per le società.

(…)

resta salvo, invece, l’esonero dall’obbligo di certificazione fiscale, tramite scontrino o ricevuta fiscale, con riguardo alle cessioni di prodotti agricoli effettuati nei confronti di consumatori finali.

(…)

L’applicazione di tale regime agevolativo è subordinata al realizzarsi di entrambe le seguenti condizioni:
a. il produttore agricolo, nell’anno solare precedete, deve aver realizzato o, in caso di inizio attività, prevedere di realizzare un volume di affari non superiore a settemila Euro;
b. tale volume di affari sia costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli di cui al comma primo dell’art. 34, ossia quelli compresi nella tabella A), parte I, allegata al D.P.R. n. 633/1972.

In presenza delle condizioni appena evidenziate, il produttore agricolo è esonerato, anche per le operazioni diverse dalla cessione dei prodotti di cui sopra, dall’obbligo di versamento dell’imposta, nonché da tutti gli adempimenti documentali e contabili (fatturazione, registrazione, liquidazioni periodiche, dichiarazione annuale), fermo restando l’obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette di importazione, nonché le fatture di vendita emesse per suo conto dai cessionari o committenti.

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